La Mistificazione del Dover Vivere
di Gimmi Santucci
In questo tempo in cui non sconvolge più niente, dove la laicità positivista razionalizza e digerisce ogni pathos e ogni mistero, resta la cogenza estrema dell’esistere biologicamente. Per estensione, la prospettiva di non esserci più è ritenuta inaccettabile e spaventosa.
L’horror vacui non contempla né metafisica né alcuna compiutezza esistenziale, ma si concentra sulla conclusione dell’attività cellulare e metabolica. Per mantenere una condizione fisiologica fine a sé stessa, si ricorre a misure che negano la quintessenza del vivere nel suo senso completo. Comprimere l’esistere per garantire l’esserci è prassi frequente, così come insistere sull’esserci senza possibilità di esistere.
Segregazioni sanitarie e accanimenti terapeutici, terapie tossiche, interventi invasivi, privazioni ritenute necessarie, concorrono a un sistema che privilegia la vita biologica sulla vita vissuta, esprimendo plasticamente il principio di condizione necessaria ma non sufficiente, per declinare, infine, una perfetta e marchiana eterogenesi dei fini, per cui non si vive per non morire…